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Paranoia e totalitarismo
post pubblicato in Psiche e Libertà, il 25 agosto 2010

Paranoia e totalitarismo

Paul è morto (e io mi sento poco bene)

 

di Luigi Corvaglia


1. Nuovo Ordine Mentale

Il mondo è governato dalla massoneria. Si sa. Paul McCartney è morto ed è stato sostituito da un sosia. E’ certo. Solo gli ingenui e gli sprovveduti non lo sanno. Basta conoscere le prove. Cioè, non le prove, gli indizi. Già. Infatti, ai cospiratori piace lasciare una gran mole di indizi. Se amate l'ordine e la pulizia non invitate a casa cospiratori. Lasciano indizi dappertutto. E non vengono via. Il mondo è pieno di indizi. Tutto sta a collegarli fra loro. Una volta collegati, non importa come, diventano prove. Dopodiché la verità balza in tutta la sua evidenza. E’ grazie all’impagabile dedizione di coloro i quali si piccano di mettere insieme i “segni” che oggi sappiamo che la massoneria governa il mondo e che Paul è morto. Grazie, oh voi che collegati i segni.  E' per merito vostro che ora sappiamo che una cupola dell’alta finanza ebraica si impegna segretamente da decenni per imporre il “Nuovo Ordine Mondiale” mediante la creazione artificiale di conflitti. Lo sappiamo tutti. Qualche esempio di indizi che fanno delle prove? Beh, è noto perfino ai bambini che la banconota da un dollaro è colma di simboli massonici. Cioè, meglio, da simboli degli “Illuminati”[1], la setta di cui la massoneria è solo un braccio, ma non perdiamoci in sottigliezze. Affermare poi che questa mole di simboli massonici sulla moneta americana significhi che la massoneria, tramite gli USA, stia governando il mondo necessita solo di un piccolo salto logico. Un buon investigatore di complotti non si lascia intimidire da un saltino. Conspiratio facit saltus. La banconota da un dollaro, dunque. Vi compare la data 1776 (alla base della piramide del Gran Sigillo sul retro), che è l’anno di fondazione degli “Illuminati da Baviera” ad opera del massone Adam Weishaupt. Vi compare, altresì, la data del 1789 (nel simbolo del Dipartimento di Stato sul fronte), anno dalla Rivoluzione Francese, che, come è noto, fu opera della massoneria. Chiaro, no? Non ancora? Scettici. Va bene. Provvedo a fornire prove inconfutabili. Sul retro, nel Gran Sigillo, infatti, è scritto chiaramente Novus Ordo Seclorum. Qualcuno può negare che ci si riferisce al Nuovo Ordine Mondiale che l’elite del potere sta imponendo al pianeta? E poi, la scritta è sbagliata! Si dovrebbe dire “Novus Ordo Seculorum”. Un evidente errore ortografico che fa si che la “divisa” «Novus Ordo Seclorum» risulti composta di 17 lettere invece di 18. Perché allora inserire volutamente un errore? Cosa significherà mai il numero «diciassette»? Cioè, certo, porta sfiga, si sa, ma qualche esperto ci dice che “Esso equivale alla «privazione della perfezione celeste altrimenti rappresentata dal numero 18” [2]. Diviene ora evidente l’aspetto luciferino della cosa.

 

Ma questa non è la sola scritta con cui baloccarsi di numerologia. Tredici lettere, infatti, formano la scritta E Pluribus Unum (da molti, uno) , sull’altro lato del Gran Sigillo, frase che sta ad indicare proprio il Nuovo Ordine Mondiale, l’esito finale del processo di uniformazione, tramite la globalizzazione economica e del Diritto operata dalle organizzazioni sovranazionali (ONU, ecc.), di tutto il pianeta in un unico mega-stato (uno da molti, appunto). Tredici, dicevamo. Il numero ritorna nell’Aquila, simbolo degli USA, che mostra sul corpo 13 strisce bianche e rosse alternate e tiene nella zampa sinistra un fascio di 13 frecce. Nell’artiglio destro un ramoscello d’ulivo con 13 foglie. Sullo sfondo 13 stelle su campo azzurro. 13 sono anche i gradini della piramide sul retro, sormontata dal triangolo rappresentante Dio (l’occhio che tutto vede). Sopra il vertice della piramide di 72 mattoni (numero sacro di Babilonia….) compare la scritta Annuit Cœptis, anch’essa di «tredici» caratteri il cui significato è: «la divinità ha acconsentito» o anche «approva le cose iniziate», o, ancora, molto più inquietantemente, “arride agli iniziati”. Bisogna essere ciechi ed ottusi per non leggere il senso di tutto ciò! Nei 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi, infatti,il 13 è raffigurato con la «Morte», intesa come trasformazione, cambiamento e rinascita. Nella tradizione cristiana, in cui Giuda il traditore è legato al tredici (Gesù più dodici apostoli), è considerato il numero della gerarchia infernale. Ecco perchè in pizzeria non vogliamo mai essere in tredici a tavola. Per alcuni studiosi di Cabala e dell'alfabeto ebraico il «tredici» è simbolo di distruzione e morte. E, guarda caso, 13 era il numero degli “Eletti Superiori” degli Illuminati di Baviera. Non c’è più da discutere. Chi ancora rifiuta questa amara verità, cioè che gli Stati Uniti sono il paese dal quale la cupola massonica, costituita fondamentalmente dalle grandi famiglie ebraiche, governa il pianeta, è irrimediabilmente pazzo. Almeno quanto lo è chi ancora crede che Paul McCartney sia vivo. Non si può pensarlo dopo che schiere di attenti studiosi hanno analizzato e svelato i messaggi in codice che i Beatles hanno disseminato nei testi delle loro canzoni e nelle copertine dei dischi [3]. Le più note, riguardano la celeberrima copertina di Abbey Road, la “banconota da un dollaro” della teoria del “Paul Is Dead” (PID)[4].

Qui Il gruppo attraversa la strada in fila, e gli abiti suggeriscono davvero una processione funebre: “apre John completamente vestito di bianco (sacerdote o forse angelo), Ringo con un sobrio completo nero che potrebbe far pensare al portatore della bara, Paul scalzo, con gli occhi chiusi, tiene la sigaretta con la destra pur essendo mancino (…) e infine George in jeans e clark potrebbe far pensare al becchino in abiti da lavoro per scavare la fossa. Paul, inoltre, è l'unico dei Beatles fuori passo rispetto agli altri, forse a simboleggiare la sua estraneità al vero gruppo. Sulla targa del "maggiolino" ("beetle") Volkswagen bianco parcheggiato a sinistra, si legge "28IF" - "28 SE", interpretato come "28 anni SE fosse ancora vivo". (…) Anche alla luce di questo il resto della targa, "LMW", è stato letto come "Lie 'Mongst the Wadding", poemetto dello scrittore americano Stephen Crane anch'egli morto a 28 anni (il suo viso appare seminascosto da una mano sopra la testa di Paul nel famoso collage di Sergeant Pepper's). Altri hanno letto "LMW" come “Linda McCartney Widowed" (vedova) o come "Linda McCartney Weeps" (piange)[5].

Certo, poi, le forze del male costituita da depistatori, “insiders” o burloni possono sempre immettere dei dati di disturbo di nessun valore in queste incontrovertibili tesi. Ad esempio, qualcuno può ricordare che, essendo la foto di Abbey Road stata scattata l’8 Agosto del 1969, Paul McCartney di anni ne avrebbe avuti 27, che sulla copertina di Beatles For Sale, del 1964, cioè prima della presunta morte avvenuta in un incidente stradale nel 1966, l’artista teneva già la sigaretta nella mano destra e che, se egli fosse realmente deceduto in quell’anno, a piangere sarebbe stata la sua fidanzata di allora, Jene Asher, non Linda, che il Paul del ‘66 neppure conosceva. Così, a proposito della banconota, qualche prezzolato potrebbe arrivare a insinuare che la data del 1776 sia, banalmente, quella della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, che la data 1789 sul logo del Dipartimento del Tesoro sia, pensate un po’, la data di fondazione di detto Dipartimento (entrambe realtà storiche documentate), che 13 erano le colonie che fondarono il paese unendosi fra loro (E pluribus unum) e che la scritta Novus Ordo Seclorum, non solo non sia errata, ma non significhi neppure “Nuovo Ordine Mondiale”. Infatti, la formula contratta (seclorum per seculorum) era in uso e il termine non si riferiva al mondo (mundus), bensì ai secoli. La frase, quindi, era un riferimento agli ideali egualitari professati dai padri fondatori (novus ordo, organizzazione nuova, nel senso di inedita democrazia nell’era dell’ineguaglianza e dell’assolutismo monarchico) che doveva durare attraverso il tempo (nei secoli, seclorum). Per finire, la frase Annuit Coeptis è tratta dalle Georgiche dell’incolpevole Virgilio e fa riferimento all’azione della provvidenza[6]. E’ chiaro al lettore più scaltro e meno sprovveduto che queste obiezioni, colpevoli di un eccesso di logica e di adesione al principio del “rasoio di Occam” (cioè “se esiste una spiegazione semplice ed una complessa, rigetta quest’ultima”) non minano le teorie del complotto. Fra questi svegli individui, i più svegli di tutti sono i paranoici.

 

2. John è morto (e l’ha ucciso la CIA)

 

Fra i paranoici famosi, un posto di riguardo lo merita proprio il sodale di Paul McCartney: John Lennon. Matthew Schneider, docente di letteratura Inglese e comparata alla Chapman University, ha scritto uno splendido saggio sulla creazione del mito prendendo appunto spunto dalle caratteristiche paranoidi di Lennon. Il saggio, intitolato Quel che importa è il sistema!" I Beatles, la "Trama di Pasqua" e la narratività complottistica[7], inizia con uno stralcio di intervista al figlio del musicista, Sean Lennon, il quale afferma che il padre sarebbe stato ucciso dal potere governativo americano. L’ affermazione denuncia la similitudine dei processi di pensiero di padre e figlio. Il padre, infatti, era da sempre affascinato dalla narratività complottistica e, secondo Schneider, a fornirgli la chiave di lettura cospirazionista della storia sarebbe stato un best-seller del 1965: The Passover Plot (La trama di Pasqua), di Hugh Schonfield. Quest’ultimo, forte di vaste conoscenze del mondo giudaico, era arrivato a tessere con tutte le fonti antiche a lui disponibili una storia che spiegava tutti gli eventi menzionati nei Vangeli su basi interamente razionali e a ipotizzare che Gesù Cristo, con l’aiuto dei dodici discepoli, avesse inscenato la sua morte e resurrezione al fine di provare che questo figlio di un falegname galileo era il Messia la cui venuta era stata predetta da certe sette giudaiche circa un secolo e mezzo prima della sua nascita. Un complotto, appunto. Per la cronaca, comunque, il piano non sarebbe andato liscio. Pare che non si fosse tenuto conto dell’eventualità della ferita al costato! Infatti, dopo essere stato liberato dal sepolcro, il nazareno morì realmente a causa del dissanguamento. Ad ogni modo, questo complotto, secondo l’autore, sarebbe la vera base del cristianesimo, dal momento che da esso la Chiesa antica avrebbe costruito la sua narrazione canonica della morte e resurrezione di Gesù di Nazareth cucendo insieme racconti contraddittori di testimoni, frammenti di dati storici irrelati, e persino pezzi da opere di narrativa come L'asino d'oro di Apuleio. Se la prima fase della Trama di Pasqua fu architettata da Gesù stesso, la fase due è costituita dalla ricostruzione da parte della Chiesa antica. Scrive, quindi, Schneider:

Schonfield insegnò a Lennon (…) a cercare i modi in cui la profusione caotica di eventi, interessi in conflitto e testimonianze contraddittorie possono essere tessuti in una narrazione escatologica senza smagliature apparenti. Lennon si rese conto che, per rendere manifesta e profittevole la loro importanza quasi religiosa nelle vite dei loro fan, I Beatles avevano soltanto bisogno di fornire una quantità di dettagli allettanti e apparentemente slegati: si poteva contare sul fatto che i loro seguaci, come i primi padri della Chiesa, avrebbero entusiasticamente intessuto, a partire da quei dati, una narrazione personalmente e culturalmente significativa[8].

A tal proposito, è necessaria una breve digressione psicologica. Usando il linguaggio di Jean Piaget, possiamo ricordare che uno sviluppo cognitivo equilibrato prevede l’utilizzo tanto dell’assimilazione, quanto dell’accomodamento. Per “assimilazione, si intende l’inserimento di nuovi dati nelle strutture cognitive preesistenti (ad esempio, particolari visioni del mondo, teorie, concetti, ecc.), mentre per “accomodamento” si intende la modifica di questi schemi precedenti all’entrata di nuove configurazioni di stimoli incompatibili con la passata struttura del sistema. Centrale nella psicologia cognitiva il concetto di invalidazione. Con tale termine si vuol descrivere un evento in grado di far venir meno la veridicità percepita di un costrutto mentale, una previsione non confermata. Davanti a una invalidazione, se il sistema di funzionamento schizofrenico privilegia in maniera esclusiva l’accomodamento, per cui non esiste un mondo stabile, perché viene continuamente “accomodato” dai dati in entrata, mettendo a rischio la stessa identità dell’individuo, la scelta paranoica comporta un’ipertrofia dei meccanismi di assimilazione. Ne deriva che, in quest’ultimo caso, il nucleo del delirio viene difeso ad oltranza, anche di fronte a dimostrazioni di segno opposto, tramite la costruzione di ipotesi ad hoc. Il paranoico assimila sempre e piega i nuovi input assimilati ai fini della teoria paranoide. Esemplare, a proposito delle difficoltà che incontra la teoria del “PID Conspiracy” rispetto all’età reale di McCartney nel 1969 è la risposta che alcuni teorici del complotto hanno dato. Essi hanno spiegato che in certe (imprecisate) "società eschimesi" gli anni di vita sono numerati dal concepimento in modo che un bambino comincia la sua vita all'età di un anno. Qualche scettico potrebbe continuare a non vedere cosa ciò abbia a che fare con McCartney che eschimese non è. Invece, una relazione c’è! Sulla copertina di Magical Mistery Tour uno dei Beatles indossa una maschera di tricheco, e nella canzone "Glass Onion" John Lennon canta: "Here's another clue for you all: the walrus was Paul". [Ecco un'altra indicazione per tutti voi: il tricheco era Paul] [9].

 

Dal momento che i trichechi vivono nell'Artico come gli Eschimesi, noi dovremmo contare gli anni di McCartney al modo "eschimese". Ecco un magnifico esempio sia dell’ assimilazione del nuovo input - in effetti, si accoglie il dato che McCartney all’uscita di Abbey Road non aveva (non avrebbe avuto….) 28 anni, bensì 27 – sia di una ipotesi ad hoc in grado di permettere l’assimilazione senza dover “accomodare” la teoria – la soluzione dell’eschimese.

Ritornando al saggio di Schneider, questi punta l’attenzione su due aspetti estremamente interessanti della faccenda. Il primo è che elementi assolutamente scollegati fra loro e buttati alla rinfusa tendono ad essere unificati, dai singoli e dalla collettività, in un quadro dotato di senso e, anzi, proprio “ l'apparenza di rapporti meramente accidentali o fortuiti tra degli elementi è, secondo questo modo di pensare, l'indicatore più certo della presenza di una storia occultata, in attesa di essere portata alla luce”[10]. Una sorta di horror vacui porta il sistema cognitivo dell’uomo a produrre sistemi dotati di senso. Il secondo dato degno di attenzione evidenziato da Schneider riguarda la qualità “politica” della narratività complottistica:

Due aspetti dell'ultima fase dei Beatles--lo sperimentalismo iconografico e musicale di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band e il mito di "Paul is Dead"--mostrano le due varietà principali del pensiero complottistico. Nella sua modalità positiva, il pensiero complottistico rispecchia un genere particolare di ingenuità intellettuale--l'abilità di costruire un mosaico interessante e perfino piacevole a partire dalla casualità degli eventi. Ma poiché il pensiero complottistico assume che qualche intenzionalità onnicomprensiva sia sempre all'opera--il "sistema" ha le sue mire--l'ingenuità intellettuale lascia il campo, infine, alla paranoia. Questa è la tendenza inevitabile della narratività complottistica. Anche se iniziato per gioco, il pensiero complottistico finisce invariabilmente per evocare lo spettro vendicatore del sacro.[11]

“Qualche intenzionalità onnicomprensiva”, “il sistema”, “spettro del sacro”?

 

3. Cambiare il mondo senza farsi male

K. Popper definiva il modo di pensare illustrato riguardo alla vicenda “Paul Is Dead”, quando applicata alle scienze sociali, “teoria cospirativa della società”. E’ l’idea, frutto della concezione “costruttivistica” della società, che laddove esistono fenomeni sociali negativi, dietro vi è qualcuno che ha cospirato per portare a compimento detti fatti. Per “costruttivismo”, in questo caso, si intende la teoria secondo la quale tutte le istituzioni – quindi, lo Stato, il diritto, l’economia, ecc. – sarebbero l’esito di piani intenzionali, elaborati e portati a termine razionalmente da individui o gruppi. La teoria cospirativa della società, quindi, del costruttivismo sociale è la versione accusatoria. Se, infatti, tutto è pianificato, dietro ogni evento negativo c’è un piano maligno ordito da cospiratori. Fatto è che la teoria che qualunque cosa avvenga nella società sia frutto di un “disegno intelligente” è assolutamente erronea. Come ha scritto Carl Menger, “il diritto, il linguaggio, lo Stato, la moneta, il mercato, tutti questi istituti sociali sono nelle varie forme fenomeniche e nelle loro incessanti mutazioni, in non piccola parte, il prodotto spontaneo dell’evoluzione sociale.”[12] E’ quasi divertente, del resto, immaginare un gruppo di uomini seduti in cerchio a definire i termini, le regole grammaticali e la sintassi di una lingua. E in che lingua si comunicherebbero tali invenzioni? E in che modo le imporrebbero alla stragrande maggioranza degli individui che non avrebbero partecipato alla creazione dell’idioma? Eppure, la teoria costruttivistica continua a serpeggiare dove ha sempre serpeggiato, ossia nelle viscere del pensiero utopico. Qui si intende per “pensiero utopico”la versione deteriore dell’afflato al cambiamento, cioè la teoria di poter realizzare, libretto di istruzioni in mano, un mondo nuovo, di costruirlo, appunto, in modo razionale, come l’assemblea dei primitivi avrebbe costruito la lingua italiana. Ciò comporta un’opera di “ingegneria sociale”, che è una forma di cospirazione “benigna” e che non può che essere totalitaria, comportando l’adeguamento forzato dei fatti ai piani. Qualora, poi, i fatti si rivelino troppo lontani dai piani, la spiegazione è che c’è qualcuno che cospira contro la propria cospirazione. Ad esempio, i “controrivoluzionari”. Come scrive Popper, “Persone che credono sinceramente di sapere come si realizza il cielo in terra sono facili quant’altre mai ad adottare la teoria della cospirazione e a impegnarsi in una contro-cospirazione contro inesistenti cospiratori. Infatti la sola spiegazione del fallimento del loro tentativo di realizzare il cielo in terra è l’intenzione malvagia del Demonio che ha tutto l’interesse a mantenere vivo l’inferno.”[13] La storia è maestra. Eppure, lo schema costruttivistico sociale permane anche fuori dai circoli utopici, in senso deteriore. Anche nella popolazione generale sopravvive un costrutto necessitante della cultura occidentale, quello di causalità. Popper lo definisce “ il tipico risultato della secolarizzazione di una superstizione religiosa. La credenza negli dèi omerici le cui cospirazioni spiegano la storia della guerra di Troia è morta. Gli dèi sono stati abbandonati. Ma il loro posto è occupato da uomini o gruppi potenti – sinistri gruppi di pressione la cui perversità è responsabile di tutti i mali di cui soffriamo – come i famosi savi di Sion, o i monopolisti, o i capitalisti o gli imperialisti.”[14]

Per quanto il fenomeno sia antico come il mondo, negli ultimi anni, gli scaffali delle librerie sono affollati come non mai di libri che denunciano che è in atto una cospirazione superpolitica, "religiosa" o satanica che coinvolge l’alta finanza, le massonerie e l’integralismo islamico. I fili della storia, asseriscono questi studiosi, si tirano proprio nelle logge massoniche e nei consigli di amministrazione delle multinazionali e delle grandi banche[15]. Internet, poi, è un tripudio di siti e forum sul complotto mondiale[16].

 

La verità è che le azioni umane hanno conseguenze inintenzionali, non previste, talvolta perfino controproducenti rispetto l’intenzione originaria. Si pensi all’esito di una congiura su piccolissima scala come quello della famiglia Pazzi per assassinare Lorenzo de Medici. Si pensi ancora, indipendentemente dal fatto che sia vero o no ( perché ciò che qui interessa è la possibilità che un evento non previsto infici un piano ) l’esito del “complotto di pasqua”narrato da Schonfield e letto da Lennon. Non era prevista la ferita al costato! Non ci aveva pensato nessuno, cribbio!  Figuriamoci un disegno su scale planetaria e che magari si dovrebbe protrarre attraverso i secoli, come quello organizzato dalla massoneria secondo lo schema complottistico tipico di quell’area grigia che va dal tradizionalismo cattolico all’estrema destra politica (non disdegnando certo radicalismo “di sinistra”). Di questo humus è espressione un libro come “La faccia occulta della storia” di Piero Mantero[17]. Vi si narra del complotto semitico per conquistare il mondo e distruggere la Chiesa cattolica ordito secoli fa ed ancora in corso, per quanto in via di completamento, per mano della massoneria internazionale. La Rivoluzione francese fu una congiura massonica, e di altri gruppi di pressione. La Rivoluzione bolscevica fu una congiura giudaico-massonica. Ricordate la moneta da un dollaro? Il testo dell’ultra-cattolico Mantero è fra i più citati dagli esponenti dell’organizzazione di estrema destra Forza Nuova. Infatti, prima ancora che dai cugini marxisti, la teoria costruttivistica è fra le componenti strutturali portanti della psiche fascista. Esiste, insomma, una via maestra che lega il costruttivismo sociale e la sua variante accusatoria e vendicativa, la teoria cospirazionista, al totalitarismo. Ergo, totalitarismo e paranoia sono strettamente connesse. Il totalitario, infatti, tende a pensare per schemi semplici, con “costrutti” elementari ma centrali per la propria identità. Quanto più i costrutti sono centrali, tanto più rifuggono alla critica – non si “accomoda” ma ci si limita ad “assimilare”. Tanto più si costruiscono ipotesi ad hoc collegando pezzi sparsi di informazione scollegate come quelle sulla copertina di Sgt. Pepper’s per produrre, come dice Schneider “una narrazione escatologica senza smagliature apparenti”. Quanto tale "primitivizzazione" del pensiero sia facile a realizzarsi anche in ambiti culturali "liberali", soprattutto se l'emozione domina la scena,   diventa evidente quando il presidente americano invoca una "guerra epocale del Bene contro il Male". Un manicheismo primordiale che rende possibile proiettare verso l'esterno ombre e contraddizioni, permettendo, al contempo, una furiosa controffensiva senza il peso di scrupoli di coscienza.  E' lo schema elementare di ogni ideologia totalitaria: invece di mettere in luce le contraddizioni e la complessità inestricabili dell'essere-al-mondo, si trova una spiegazione esogena per gli eventi al fine di farne il nemico. Cospirazione, paranoia.

Unico antidoto al complottiamo, quindi al totalitarismo, è quell’ “Individualismo metodologico” che, elaborato dagli economisti di scuola austriaca, quali Menger, Hayek e Mises[18], è considerato “banalmente vero” anche dal marxismo analitico (J. Elster[19], per esempio). L’individualismo metodologico nega la visione secondo la quale la “collettività” sarebbe un ente autonomo in grado di prendere decisioni e mina alle fondamenta tutte le teorie del complotto, per due motivi. Il primo è che gli uomini sono dotati di conoscenza limitata e fallibile; il secondo è che le azioni intenzionali conducono molto spesso a effetti non intenzionali. Ne derivano due conclusioni che chi vuole cambiare il mondo dovrebbe tenere a mente. La prima è che “solo laddove sia possibile sperimentare un gran numero di modi diversi di fare le cose si otterrà una varietà di esperienze, di conoscenze e di capacità individuali tali da consentire, attraverso la selezione ininterrotta delle più efficaci fra queste, un miglioramento costante”[20]. Come scrisse l’anarchico Errico Malatesta, In conclusione a me sembra che nessun sistema possa essere vitale e liberare realmente l'umanità dall'atavico servaggio, se non è il frutto di una libera evoluzione.”[21] Un’operazione che prevede scetticismo e riconoscimento del fallibilismo gnoseologico dell’essere umano. La seconda è che tutte le altre teorizzazioni, tutti i catechismi che prevedono la predefinizione della società futura in modo rigido e giusto, e rigido perché giusto, e giusto perché razionale, è una forma di superstizione. “Definisco superstizione – scrisse Hayek – ogni sistema in cui gli individui pensano di saperne più di quanto conoscono.”[22]


 

[1] Alcuni ricercatori, come l'estroso David Icke, chiamano con questo nome, quello di una setta fondata in Baviera alla fine del ‘700, un gruppo di potere occulto ancora vivo che avrebbe in mano i destini di tutto il mondo, un gruppo elitario di cui farebbero parte molti regnanti europei, famiglie di spicco come i Rothschild ed altri intoccabili. Un gruppo di persone che per alcuni (sempre Icke) sarebbe addirittura legato da antichi vincoli di sangue.

[5] Pagina citata di Wikipedia

[6] Gardner, L., I segreti della Massoneria, Newton Compton, Roma,2006

[7] Anthropoetics 8, no. 2 (autunno-inverno 2002-2003), http://www.bibliosofia.net/files/beatles.htm

 

[8] Op.cit.

[9] Tra l’altro, l’indicazione è sbagliata, essendo la canzone I’m the walrus, da Magical Mistery Tour (1967) scritta da Lennon il quale, nel film collegato all’album, indossa l’abito da tricheco in prima persona.

[10] Op. cit.

[11] Op.cit.

[12] Menger, C., Il metodo della scienza economica, UTET, Torino, 1937, pag. 112

[13] Popper, K. R. , Logica della ricerca e società aperta, Antologia a cura di D. Antiseri, La Scuola, Brescia, 1989, pagg. 165-167

[14] ibidem

[15] Si vedano, ad esempio, di Maurizio Blondet .M., Gli <<Adelphi>> della Dissoluzione. Strategie culturali del potere iniziatico, Edizioni Ares, Milano 1994 o Complotti. I fili invisibili del mondo. I - Stati Uniti, Gran Bretagna, Il Minotauro, Milano 1995; di David Icke, fautore, addirittura, della teoria extraterrestre e “rettiliana” della cospirazione massonica, Il segreto più nascosto, 2001, oppure Cospirazione Globale, 2009 , entrambi per Macro Edizioni, Cesena; di Marco Pizzuti, Rivelazioni non autorizzate. Il sentiero occulto del potere, Il Punto d’Incontro Edizioni, 2009

[16] si vedano, solo come esempi, i notissimi: http://www.effedieffe.com/, gestito dal giornalista cattolico Maurizio Blondet, http://www.disinformazione.it/index.html , in particolare la pagina dedicata alla massoneria (http://www.disinformazione.it/paginamassoneria.htm ), http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php, specificatamente sul Nuovo Ordine Mondiale: http://www.nwo.it/ . Il sito personale di David Icke è http://www.davidicke.com/

[17] Epiphanius (AKA P. Mantero), Massoneria e sètte segrete: la faccia occulta della storia, Ediz. Ichthys, Roma

[18]Von Hayek, F.A., Individualismo: quello vero e quello falso, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 1997

[19] Bracaletto, S., Filosofia analitica e materialismo storico. Individualismo metodologico, spiegazione funzionale e teoria dei giochi nel marxismo analitico anglosassone, Mimesis, Milano, 2005

 

[20] Von Hayek, F.A., Liberalismo, in Nuovi studi di filosofia politica, economica e storia elle idee, Armando, Roma, 1988, pag. 164

[21] Malatesta, E., Qualche considerazione sul regime della proprietà dopo la rivoluzione, in “Il Risveglio”, 30 Novembre 1929

[22] Sorman, G., I veri pensatori del nostro tempo, Longanesi, Milano, 1990, pag. 203

Massoneria e Anarchismo
post pubblicato in Storia delle Idee, il 28 marzo 2010
Massoneria ed Anarchismo

di Luigi Corvaglia


Un po' di chiarezza per sgomberare il campo da due contrapposti miti, quello della filiazione del movimento anarchico dalla Massoneria (diffuso dal tradizionalismo cattolico e da Forza Nuova), e quello della assoluta incompatibilità fra movimento anarchico e libera muratoria (diffuso fra gli anarchici meno consapevoli della storia).
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                                                                                                                                                            L'anarchia è ordine
                                                                                                                                                                  P. J. Proudhon

                                                                                                                                                     Opposita sunt complementa
                                                                                                                                                             principio alchemico

“L'8 gennaio 1847, venni accolto come Massone, col grado di apprendista, nella Loggia Sincerità, Perfetta Unione e Costante Amicizia, 'Oriente di Besançon'. Come ogni neofita, prima di ricevere la Luce, dovetti rispondere a tre quesiti d'uso: Cosa deve l'uomo ai suoi simili? Cosa deve alla sua patria? Cosa deve a Dio? Alle due prime domande, la mia prima risposta fu all'incirca, quella prevedibile; alla terza io risposi con questa parola: la GUERRA: Giustizia a tutti gli uomini, Devozione al proprio paese, Guerra a Dio, cioè all'Assoluto. Tale fu la mia professione di fede. Io domando perdono ai miei rispettabili fratelli per la sorpresa che causò loro questa parola, specie di smentita al motto massonico, che io ricordo qui senza derisione, ALLA GLORIA DEL GRANDE ARCHITETTO DELL'UNIVERSO. (……) Seguì una lunga discussione che le usanze massoniche mi impediscono di riferire. (…..) L'antiteismo, non è l'ateismo: verrà un tempo, io spero, in cui la conoscenza delle leggi dell'animo umano, dei principi della giustizia e della ragione, giustificherà questa distinzione, tanto profonda quanto apparentemente puerile.”
[1] Questa narrazione di Pierre Joseph Proudhon, padre dell’anarchismo, mostra, più di altre, il misto di fascinazione e conflittualità su cui si fonda la relazione fra pensiero anarchico e massoneria. Relazione non facile, certo, eppure non così travagliata come si potrebbe pensare. Anarchismo e libera muratoria, infatti, si sono spesso stretti in lunghi e insospettati abbracci. Il primo avvenne all’epoca della cosiddetta I Internazionale. Fin dalla sua costituzione, nel 1864, questa organizzazione venne attraversata dai grandi contrasti interni fra le diverse anime che la costituivano, cioè i marxisti, i socialisti moderati, i mazziniani e gli anarchici. Proprio quest’ultimi riuscirono a prendere in mano le redini del movimento in Italia. Orbene, come ha scritto Marco Novarino, molti anarchici “nel loro lavoro di penetrazione e d’egemonizzazione della Prima Internazionale transitarono sotto “le volte stellate” per cercare di trasformare la massoneria in un movimento rivoluzionario antiautoritario e antireligioso” [2]. Tale intento, così distante dai precetti di neutralità previsti dalle Costituzioni di Anderson, appariva sostenibile, non solo sulla base dei ben noti principi massonici di libertà, fratellanza ed uguaglianza o della adogmaticità del metodo “di lavoro”, ma anche alla luce del fatto che le massonerie latine, a seguito della scomunica papale, avevano perso in attrattiva per i cattolici ma guadagnato molto in furore anticlericale e fervore civile. Del resto, per il suo carattere democratico, la Massoneria offriva già da tempo un ricetto propizio a quanti rifiutavano ogni tipo di sistema politico assolutistico. Non pochi anarchici, poi, appartenevano all’allora crescente movimento per il ”Libero Pensiero”. Scrive Pedro Alvarez Lazaro che “Il travaso ideologico fra Libero Pensiero e Massoneria si canalizzò in due direzioni: da un lato molti nuclei liberopensatori non erano in realtà che emanazioni profane di talune logge ed Obbedienza; su un altro versante le Massonerie di ispirazione razionalistica andavano ingrossando le proprie fila con liberi pensatori militanti”[3]. E’ nel via vai di questo scambio che molti anarchici si trovarono “sotto le volte stellate” dei templi. Non si ritiene, allora, di poter condividere in toto l’idea del Novarino che vede il fallimento dell’opera di costruzione di una “Massoneria rivoluzionaria” nel fatto che “era difficile per un anarchico, fondamentalmente refrattario al concetto di trascendenza e alla struttura gerarchica, trovarsi in sintonia con la spiritualità e l’organizzazione ritualistica massonica, pur se i principi di libertà, fratellanza ed uguaglianza erano condivisi.” [4] Infatti, l’idea di una “refrattarietà” degli anarchici a “trascendenza” e “struttura gerarchica” non rende giustizia alla fedele e totale adesione alla massoneria di illustri pensatori ed agitatori anarchici quali Elisee Reclus, Louise MichelAndrea Costa (che, però, non rimase fedele all’anarchismo) e, soprattutto, Francisco Ferrer. La “refrattarietà”, piuttosto, sembrerebbe essere stata quella della preponderante massa di fratelli che, pur se spesso in un’ottica irregolare, secondo i canoni della Gran Loggia Unita d’Inghilterra, non piegarono l’Istituzione a strumento per i fini, e con i mezzi, che solo alcuni di loro propagandavano. Esemplare il caso di Mikahil Bakunin. Il noto rivoluzionario russo, iniziato probabilmente in Svezia, si dimostrò talmente poco refrattario alla struttura della massoneria che creò, prima a Firenze, poi a Napoli, una serie di società, quali la “Fratellanza Rivoluzionaria”, che avevano una “organizzazione piramidale” e “un rituale di iniziazione di sapore marcatamente massonico”[5].

Scrive Luigi Paolo Friz che l’adesione di Bakunin alla massoneria è fatto storicamente “sopravvalutato o negletto”[6]. Negletto, andrebbe aggiunto, soprattutto dagli anarchici, in particolare gli italiani, abbastanza suggestionati dalla lettura gramsciana della massoneria quale “partito della borghesia” e da note deviazioni di cui la storia serba recente traccia. Sopravvalutato, invece, soprattutto dall’anti-massonismo del tradizionalismo cattolico che vede nell’adesione del rivoluzionario russo una delle più valide prove dei nefandi scopi dell’Istituzione. Per quanto non si conosca con esattezza la loggia alla quale egli fu iniziato, nel 1845, ciò che è certo è che a Torino Bakunin fu accompagnato da una lettera di Klapka per il Gran Maestro Frappolli, in cui, tra l’altro, si legge: “l’ho condotto nel nuovo locale massonico e l’ho ricevuto Rosa-Croce sotto la volta celeste”[7]. Scrivendo a Garibaldi, Bakunin raccontava da Firenze di Blanche “Maestro massone che gli amici fiorentini stavano per elevare al 30 grado e forse anche più per consentirgli di fare in Svezia ciò che lui faceva in Italia, disorganizzare la Massoneria governativa e sostituirla con una democratica”[8]. I fini di questa Istituzione democratica “l’emancipazione completa dell’uomo, la costituzione dell’umanità sulle rovine di ogni autorità”[9] . Anni dopo, l’agitatore russo riconosce essere la Massoneria “scesa al triste ruolo di vecchia intrigante rimbambita, (organizzazione che) non vale nulla essendo inutile, qualche volta nociva e sempre ridicola”[10]; prima del 1830, però, “avendo riunito nel suo seno, con poche eccezioni, tutti gli spiriti elevati, i cuori più ardenti, le volontà più fiere, i caratteri più audaci” aveva rappresentato l’ “incarnazione energica e la messa in pratica dell’idea umanitaria del XVIII secolo”[11]. Come disse il massone Giannelli all’anarchico Nettlau, “Bakunin aveva fiducia nella massoneria in genere, era esso stesso massone, ma s’ingannava ritenendo che codesta Istituzione, guidata allora in Italia da Frappolli, potesse neppure minimamente accettare o appoggiare le sue idee nihiliste”[12]. Egli, in pratica, aveva fiducia nella Massoneria quale “incarnazione energica” e “messa in pratica dell’idea umanitaria del XVIII secolo”[13], ma la perse nei massoni. Stessa sorte toccò a Errico Maltesta, il quale, nella convinzione che farne una organizzazione rivoluzionaria significasse “riportare la massoneria alle sue origini ideali”[14], abbandonò il tempio dopo che la sua loggia decise di ricevere il ministro Nicotera con musica e bandiere[15].

Anche il gesuita Ugo Mioni scrisse che l'anarchia fu, per un po', al traino della massoneria, ma quest'ultima, in mano alla borghesia (“guidaica”, egli scriveva col consueto spirito del cattolico più sospettoso) era poco incline alla rivoluzione[16].

Tali fatti, però, lungi dal dimostrare un’incompatibilità fra il professare l’idea libertaria e l’adesione alla Massoneria, cosa che, altrimenti, non avrebbe portato le maggiori teste pensanti del movimento a farsi iniziare, testimoniano esclusivamente dell’incongruenza fra la pretesa di trasformare una Istituzione di uomini che si suppongono, o almeno si proclamano, liberi in strumento di una sola idea, piuttosto che vedere la libera muratoria, nella sua versione ideale che attrasse Bakunin, come l’ambiente di coltura per lo sviluppo di idee, ognuno le sue, che gli uomini potranno poi mettere in pratica fuori. Fulgida espressione di tale coscienza fu Francisco Ferrer Y Guardia. L’ anarchico catalano, massone fin dall’adolescenza, traspose i suoi ideali di libertà e tolleranza nella creazione della “Escuola Moderna”, un progetto educativo basato sull’ educazione razionale e scientifica da impartire senza instillare idee preconcette né dogmi, di cui il bambino è ancora sprovvisto. La scuola di Ferrer pubblicava, tra l’altro, anche dei bollettini ai quali collaborarono illustri esponenti del mondo anarchico e/o massonico, come il geografo Elisee Reclus, lo scrittore Lev Tolstoj e l’antropologo Petr Kropotkin (ma anche di Anatole France, Herbert Spencer, Ernst Haeckel). La rivoluzionarietà del progetto di Ferrer è testimoniato dalla sua fucilazione in seguito a un processo farsa che lo volle dichiarare l’ispiratore della “Semana tragica”, la rivolta scoppiata quando la popolazione si ribellò alla Guardia Civil che aveva il compito di imbarcare i coscritti mandati a combattere le guerre coloniali in Africa[17].

Sarà sempre la Catalogna, alcuni decenni dopo, il teatro dell’ultimo abbraccio fra anarchismo e massoneria. Infatti, durante la guerra civile spagnola (1936-39) che portò al governo anche gli anarchici, Il Supremo Consiglio del Rito Scozzese proclamava il 6 Luglio 1938: “La massoneria spagnola ha formulato dichiarazioni pubbliche chiare e coerenti di adesione al governo della repubblica e al Fronte Popolare”. L’alternativa era il fascismo di Francisco Franco. Non è dunque un caso che il noto simbolo anarchico della “A cerchiata”, la cui diffusione viene in genere riferita all’opera del gruppo anarchico milanese negli anni sessanta, compare, in realtà, nei primi anni del secolo XX proprio in Spagna ed in una conformazione realmente interessante[18]. Il simbolo dell’ Asociación Internacional de los Trabajadores (AIT), gruppo anarco-sindacalista, fu usato per la prima volta al Consiglio Federale di Spagna e rappresenta una “livella in un cerchio”, che appare come una "A", con tanto di “filo a piombo”, segno di rettitudine morale.



[1] Proudhon, J.P., La Giustizia nella Rivoluzione e nella Chiesa, pag. 694

[2] http://www.bicentenario-goi.it/Relatori_Palermo.pdf

[3] Alvarez Lazaro, P., Libero Pensiero e Massoneria, Gangemi, Roma, 1991, pag. 102

[4] ibidem

[5] http://italian.ruvr.ru/main.php?lng=ita&q=65&cid=85&p=19.12.2006&pn=1

[6] Friz, L. P. La massoneria italiana nel periodo postunitario. Lodovico Frappolli, Franco Angeli, Milano, 1998, pag. 82

[7] ibidem

[8] ibidem

[9] Friz, L. P. La massoneria italiana nel periodo postunitario. Lodovico Frappolli, Franco Angeli, Milano, 1998, pag. 83

[10] ibidem

[11] ibidem

[12] ibidem

[13] ibidem

[14] http://www.bicentenario-goi.it/Relatori_Palermo.pdf

[16] Mioni, U., I sogni dell’anarchico, Il Litorale Libri, 2008

[17] www.anarca-bolo.ch/a-rivista/261/34.htm

[18] Valin Fernadez, A., LA MASONERÍA Y EL MOVIMIENTO OBRERO: IMAGOS E IDEAS PARA UNA REFLEXIÓN TEÓRICA http://tallerediciones.com/cuza/masonesyobreros.htm


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permalink | inviato da tarantula il 28/3/2010 alle 12:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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